Il Borro nella storia

Antiche radici

Le origini del Borro risalgono all’epoca romana, quando qui sorgeva una fortezza in posizione strategica. Nel Medioevo il territorio fu conteso tra Arezzo e Firenze, fino a diventare, nel 1254, proprietà della famiglia Dal Borro. Dopo un periodo sotto la Repubblica Fiorentina, la famiglia tornò in possesso del castello nel 1644, con il titolo marchionale. Nel 1823 il Borro passò al Conte Della Torre Hoffer Valsassina, che rilanciò l’attività agricola e migliorò la vita delle comunità rurali. Nel 1903 la proprietà fu acquistata dal Principe Emanuele Filiberto di Savoia e, a metà degli anni ’50, passò al Duca Amedeo d’Aosta. Nel 1993 fu infine ceduta a Ferruccio Ferragamo, che ne ha avviato la rinascita attraverso un accurato progetto di restauro, rispettoso della tradizione, del paesaggio e della sostenibilità.

Il recupero architettonico

La filosofia che guidò Ferruccio Ferragamo fu quella di restituire al borgo il suo antico splendore, onorando il ruolo di custode temporaneo di un mondo così unico e speciale. Ebbe così inizio un appassionato lavoro di restauro, dapprima del Borgo e degli edifici storici e successivamente della tenuta agricola. Ogni intervento fu affidato a maestranze locali, nel pieno rispetto delle tradizioni architettoniche e del paesaggio, per riportare alla luce l’anima autentica del borgo. Le suites nel borgo medievale, le Aie del Borro, le esclusive ville private e i tre casali toscani dedicati all’agriturismo convivono in armonia, uniti da un filo comune: l’intreccio tra memoria e autenticità. È qui che Ferruccio Ferragamo ha scelto di vivere e di riunire la sua famiglia, trasformando un sogno personale in un progetto di bellezza condivisa, radicato nella terra e nello spirito di un territorio unico.

Il recupero ambientale

Con l’acquisto del Borro, Ferruccio Ferragamo divenne proprietario tra l’altro di terreni circostanti,coltivati da decenni a frutteto. Così nel 1995, prese forma un progetto ambizioso che univa passione, identità e rispetto per il territorio. Dopo un attento studio del terroir, vennero impiantati nuovi vitigni e recuperate le varietà già presenti, seguendo fin da subito i principi dell’agricoltura biologica. Nel 2011 iniziò il processo formale di conversione, che si concluse nel 2015 con la certificazione biologica. Un traguardo importante, frutto di una scelta consapevole: abbandonare l’uso di concimi e pesticidi chimici per dare vita a un modello agricolo sostenibile, oggi parte integrante dell’identità de Il Borro.

Il Borro si espande, arriva Vitereta

Nel 2019, Il Borro ha scritto un capitolo importante della sua storia con l’acquisizione della storica tenuta Vitereta, una proprietà confinante. Questo passo ha segnato un momento di crescita e consolidamento, raddoppiando la superficie vitata della Tenuta. Grazie all’integrazione di Vitereta, con i suoi 40 ettari di vigneti, 150 ettari di terreni seminativi e una cantina di proprietà, Il Borro è riuscito a valorizzare ulteriormente la ricchezza dei vitigni autoctoni, come il Sangiovese, insieme ai grandi classici della tradizione come lo Chardonnay.

Il Borro incontra Montalcino

Nel 2024, la famiglia Ferragamo ha scelto di espandere la propria realtà nella denominazione storica del Brunello di Montalcino, acquistando l’Azienda Agricola Pinino, fondata nel 1874 e tra le realtà pioniere del Consorzio. L’acquisizione di Pinino ha rappresentato per Il Borro un’opportunità straordinaria di preservare e promuovere una tradizione di eccellenza enologica in un territorio di prestigio mondiale. Lo stile che l’azienda ha deciso di dare ai vini di Pinino vuole riflettere l’eleganza e la complessità del Sangiovese, nel rispetto della sua essenza e con una particolare attenzione a ciò che rende questo vitigno così speciale.